Il massaggio bioenergetico

rapporto genitore bambino nato prematuro

La dott.ssa Lucia Giovagnoli è specializzata in tecniche di massaggio bioenergetico dolce neonatale, seguendo il metodo Eva Reich.

Questa pratica attiva il sistema psico-neuro-endocrino-immunitario, promuove i processi di autoguarigione e di attaccamento madre-neonato, è di sostegno al parto e alle problematiche pre, peri e postnatali.

 

Il massaggio bioenergetico dolce neonatale è una tecnica di massaggio molto delicato, che venne applicato per la prima volta da Eva Reich come trattamento per i neonati prematuri in terapia intensiva.

Eva Reich sosteneva che sarebbe ottimale trattare neonati con traumi alla nascita (parto cesareo, con forcipe…) subito dopo il parto per alleviare le tensioni subite.

I bimbi massaggiati rispondevano al massaggio diventando più rilassati, sorridenti e con un colorito più roseo.

 

Successivamente venne praticato anche alla mamma in gravidanza e subito dopo il parto in quelle situazioni in cui c’erano disturbi nella relazione di attaccamento madre-bambino o problemi post natali connessi a traumi o difficoltà nella crescita, con risultati clinici rilevanti e miglioramento del tono dell’umore.

 

La pratica

massaggio energetico post parto

Il massaggio viene praticato alla madre, durante la gravidanza, oppure le viene insegnato, dopo il parto, come farlo al proprio bambino e consiste in una serie di tocchi delicati e leggeri, come "ali di farfalla".

L’idea di base, che implica una profonda attenzione per il corpo della madre, considera che solo se si è sperimentata una buona situazione di accudimento, la si può poi restituire ai propri figli.

E’ possibile, in ogni momento della vita, riparare ad accadimenti passati non soddisfacenti. Ricevere il massaggio da adulti ci permette di sentirci di nuovamente come neonati curati e amati da mani dolci e rispettose.

Sarà la madre a massaggiare il proprio bambino che, sperimentando e imparando il massaggio direttamente con il proprio piccolo, toccandolo con attenzione e sensibilità, approfondirà la relazione, profondamente corporea, che “nutre” il proprio figlio.

Il contatto fisico amorevole è uno dei bisogni primari del bambino e grazie alla stimolazione tattile, la madre può entrare in contatto bioenergetico con il proprio figlio. Attraverso questo contatto affettivo le funzioni vitali dei loro corpo si attivano e si armonizzano, contribuendo allo sviluppo un attaccamento sicuro.

Biochimicamente, vengono prodotte endorfine ed ossitocina, il cosiddetto ormone dell'amore, presente in ambito sessuale, in gravidanza, durante il parto e l'allattamento. Si ha inoltre un migliore sviluppo delle strutture del cervello del neonato, come confermano recenti studi neurobiologici.

 

Share by: